Riattivazione di un pozzo per l'acqua potabile a ZAMBANGA'.
E' stato ristrutturato/ricostruito (con materiale più moderno e resistente: acciaio inossidabile e pompa a mano India Mark II) il pozzo del Villaggio di ZAMBANGA', 10 km a nord di Boulsà (200 km a nord est, dalla capitale).
Il pozzo in origine fu costruito nel 1988, ma da qualche anno era pieno di detriti, la pompa rotta e i tubi bucati e arrugginiti.

Era fermo da tre anni per mancanza di fondi per la riattivazione, € 2.910.
Il pozzo profondo 60 metri è quasi al centro del villaggio e serve anche una scuola con 800 (ottocento) bambini.
La riserva di acqua è consistente.
Ora il capo villaggio, ha costituito un comitato per la gestione del pozzo di preziosa acqua potabile.

L'inaugurazione del pozzo è avvenuta il 30 dicembre 2012 con danze delle donne al suono di tamburi.
Il capo villaggio ci ha poi ricevuto con la sua delegazione di anziani i cui ringraziamenti e saluti si sono protratti a lungo terminando con il dono di un kaftano di cotone e 10 (dieci) polli.
(pozzo offerto da Francesca Pace)
Intervento presso un orfanotrofio periferico di Ouagadougou 2012/2013
Partita con tante idee in testa e un po' di preoccupazione eccomi qui. Dopo i primi giorni passati a servizio in comunita' S.M.G. e nell'attesa dell'impegno previsto finalmente eccomi all'orfanatrofio di "Saint Therese d.L.", una bella struttura dove sono ospitati una sessantina di bambini e ragazzi di età da 1 a 17 anni.
Nei prossimi giorni starò con i bimbi molto piccoli, sotto i tre anni di età, e darò una mano dove serve e sarò compagna di giochi dei bimbi.
Non ci vuole molto a scoprire che se la cavano bene anche senza di me quanto ad autonomia e senso pratico; faccio quindi un po' di fatica ad inserirmi e a conquistarmi la fiducia dei bambini.
Ma basta prendere in braccio Bertrand per sciogliermi e ritrovare la naturalezza di mamma che ho quasi dimenticato. Ed ora, ora che sono a casa mia nel mio paese così diverso dal Burkina, cosa mi è rimasto? Cosa ho lasciato , cosa ho portato a casa?
E' sicuramente di più quello che ho ricevuto di quello che ho dato.

Ho appreso che l'essere orfano e' piu' una condizione dello spirito che non una condizione sociale
(almeno io l'ho cosi' percepita qui), ho preso tanti sorrisi, tanti visi incuriositi, tanti momenti che rimarranno sempre nei miei ricordi...... i bimbi nascosti sotto il letto pronti a schizzar fuori per farsi rincorrere, i bimbi seri seri seduti intorno a Georgette in attesa dell'arancia o dei biscotti, il piccolo Bertrand che ha iniziato a camminare quando ero lì..... la piccola Giselle con i suoi piedini girati all'infuori, la piccola Samira tranto troppo seria, la responsabile e carismatica Pasqualine, che si faceva ubbidire a suon di sguardi, e poi Augustin....... il nostro "pecola", e Eva ballerina, e Medale piccolo e serio e Rosette e perchè no anche Adamà più grande ma tanto cara e Pascal e Dijou e tutti gli altri di cui non so i nomi. Addirittura in alcuni momenti avevo la sensazione che fossero loro a "guidare" me e non viceversa e con grande serieta'.
Piccole donne e uomini futuri di questa terra d'Africa che volevo aiutare ma che ha aiutato me. Mi ha aiutato e mi aiuta a ricordare che la maggior parte del mondo vive con molto, molto meno di quello che noi in questa parte del mondo abbiamo.
Non lo voglio dimenticare, voglio vedere il mondo anche con occhi diversi dai miei e spero che un giorno tutti i Bertrand, i Medale , i Giselle e tutti i bimbi del mondo possano essere felici di essere nati dove il destino li ha fatti nascere.
A.F.Z.
Intervento prosso un orfanotrofio periferico di Ouagadougou 2012/2013
OCCHIALI PER L'AFRICA (gennaio 2013)

Durante alcuni mesi del 2012, Solidaid ha ricevuto in dono, dopo apposita campagna informativa, varie centinaia di occhiali (800 tra occhiali da vista e da sole: l'intensa radiazione solare crea gravi problemi agli occhi.... disidratazione, cataratta precoce, danni alla retina.

Gli occhiali sono stati donati a nostra volta a:
- Centro Oftalmologico di Zorgho (da vista);
- Dispensario di Donsin (da vista);
- Dispensario di Bissighin e Sourgoubilà (da vista e da sole);
- Farmacia di Tampouy (da vista);
- Minatori di Bomborè (da sole).

Ringraziamo:
il Centro Ottico Anzola di Piero Cristoni, anche per avere graduato tutte le lenti degli occhiali da vista, l'Ottica Sacchetti (BO), Alice, Avis, Carla, Donata, Dottor Sorriso Onlus, Emanuele, Federica, Francesca, Giò, Giovanna, Giuseppe, Lorenza, Marco, Maria, Massimo, Michela, Ofelia, Paola, Piera, Raul, Rita, Vincenzina.

01/2013 Laboratorio sociologico in orfanotrofio
Sono intervenuto come sociologo nell'orfanotrofio S.T.d.L. (62 minori da 1 a 17 anni) attivando giochi ed esercizi, a gruppi e collettivi, in sintesi, su:
• le emozioni colorate - obiettivo: richiamare in modo giocoso l'attenzione sulle emozioni;
• l'espressione delle emozioni - obiettivo: far riconoscere le proprie emozioni tipo;
• i sentimenti spinosi - obiettivo: centrare l'attenzione sulle emozioni, riconoscerle e acquisire la capacità di esprimerle anche verbalmente, dando loro legittimità e valore;
• l'urlo di guerra - obiettivo: facilitare l'espressione dell'aggressività, far prendere coscienza che un'emozione non è negativa in sé stessa, ma che può diventarlo nella misura in cui non sia riconosciuta e incanalata;
• le tribù – obiettivo: facilitare l'espressione dell'aggressività, sviluppare il senso di appartenenza;
• le triadi - obiettivo: accelerare il processo di socializzazione tra i partecipanti ed esercitare l'ascolto.

Gli incontri collettivi avevano primariamente lo scopo di promuovere la condivisione e lo scambio di cose ed emozioni.
Quindi si è operato sull'ascolto guidato delle fonti sonore, naturali e artificiali e la riproduzione di suoni ambientali e quotidiani con la propria voce.
E.M.
12/2012 - 01/2013 Interventi di Clown terapia
(realizzati con la collaborazione dei clown della Fondazione Onlus Aldo Garavaglia-Mi)
* 23/24 dicembre 012 organizzazone e preparazione interventi.
* 24/26 dicembre interventi presso Asp.S.M.G. di Tampouy

* dal 27 dic '012 al 2 gennaio '013, laboratorio quotidiano "clown-teatrale" con gli
orfani (6-16 anni) della struttura S.T. di Loumbila
* intervento presso il villaggio di Sourgoubila'

* intervento nella brousse di Zorgo'
* intervento al 5° Watinoma festival
* intervento davanti alla Cattedrale di Ouagadougou (06/2013) per circa 1000 giovani

* intervento presso la comunita' di Donsin
* interventi all'orfanotrofio di Sissin

* interventi per la comunita' scolastica di Sissin
Marco R.(in arte,Donc) e Giovanna G.(in arte,Pua') , Clown professionisti.
Diario dei due clown:
Portare il proprio clown in viaggio è sempre un' esperienza fantastica.
In viaggio ci si trova davanti ad una nuova lingua, a diversi usi e costumi, e più ci si allontana e più sono impensabili.
Questo è pane per un clown, significa spianare la strada per numerose gaff che diventeranno gag.
Portare il proprio clown e la propria missione in Africa è come elevare questa sensazione all'ennesima potenza.
L'Africa è la terra dello stare, del saper stare al mondo, senza voler essere retorici si percepisce davvero la nascita di tutti noi. Sia come persone che come clown.
La si scopre nel primo tramonto, nel primo sguardo e nel primo passo sulla terra, dove l'asfalto non ha ancora ostacolato la nostra natura.
Io credo che un clown debba saper sempre guardare, annusare e giocare come se fosse la prima volta, per rendere ogni giorno ed ogni momento speciale.
Donc e Puà nonostante le situazioni di grave poverà e di grave malattia che hanno trovato davanti ai loro occhi si sono sentiti sempre accolti da persone umili e semplici, per questo speciali. Persone che sono economicamente povere, ma umanamente ricchissime.
Per questo sentiamo il bisogno di dire grazie alla terra e alle persone che ci hanno ospitano. Facendoci in ogni momento capire l'importanza del nostro lavoro.
Abbiamo fatto spettacoli in ogni situazione, dalla campagna più sperduta al festival di danze tradizionali locali; dalla cattedrale di Ouagadougou (capitale del Burkina Faso) davanti a 1000 ragazzi, all'orfanotrofio di Loumbila', dove abbiam avuto l'onore di tenere una settimana di laboratorio a 54 bambini e ragazzi dai 6 ai 16 anni.
Che dire arrivederci Africa e a presto popolo Burkinabè!
Donc e Puà





