Il lavoro è iniziato un paio di mesi prima della partenza con la raccolta di farmaci e materiale medico che, un dispensario, un orfanotrofio ed un centro medico ci avevano richiesto. Prima di partire ho raccolto farmaci da amici, conoscenti e donatori anonimi e denaro con i quali, aggiungendoli al fondo di Solidaid, ne abbiamo comprati altri. Per portarli tutti ho eliminato le scatole e ho conservato solo i foglietti illustrativi.
Dispensario di Donsin (40 Km a nord della capitale nella brousse)
Il Dispensario è al servizio di una popolazione di 10.000 persone che vedono in esso il centro medico di “prima-accoglienza”. Ho ordinato il dispensario di Donsin sul modello di una vera farmacia occidentale, tutto in ordine alfabetico e di scadenza e con l’aiuto di Francesca, che ha tradotto in francese, ho lasciato indicazioni e posologia dei farmaci nuovi portati, oltre a istruzioni essenziali per tutti i medicinali: consegnarli in ordine di scadenza. E’ interessante la differenza nella distribuzione dei principi attivi: mentre da noi abbondano per esempio i farmaci per i disturbi cardiocircolatori, in Burkina ci’è una prevalenza di antibiotici. E’ come nei paesi occidentali prima dell’avvento degli antibatterici: le infezioni sembrano essere il problema principale. Al dispensario c’è una responsabile per la consegna dei farmaci ai pazienti, che arrivano da lei con una “prescrizione”.

Orfanotrofio di Sissin (periferia sud della capitale)
Ho sistemato in una giornata opportunamente dedicata, una piccola farmacia a disposizione degli ospiti fissi e giornalieri dell’orfanotrofio di Sissin (periferia povera a sud della capitale Ougadougou). Questo orfanotrofio, che accoglie ogni giorno circa 150 bambini da 6 a 15 anni (30 dei quali orfani totali, cioè di padre e di madre) e i restanti orfani o di padre o di madre che la sera rientrano presso la povera abitazione di un parente che vive nei dintorni. All’orfanotrofio, non essendoci una figura professionalmente preparata in farmacologia ma il responsabile, un sacerdote di fede protestante, conosce alcuni usi circa i medicinali. Là quindi mi sono limitata a consegnare farmaci per automedicazione, come paracetamolo (Tachipirina) e pomate all’idrocortisone per le punture d’insetto.

Centro Medico di S. Camillo di Koupela
Abbiamo consegnato medicinali e materiale medico (al personale altamente specializzato).

Un pannello da 100 watt con 5 punti luce installato nel villaggio di Sourgonbilà (ordine a 30 km. Ovest di Ougà).
Il pannello è stato sistemato sul tetto di un locale adibito a sartoria del quale alimenta due punti luce, inoltre và ad alimentare altri due punti luce a 20 mt. di distanza in due ambienti di educatori giovanili; infine và ad alimentare la quinta lampada sistemata in un altro ambiente/chiesa a 15 mt.

Un pannello fotovoltaico da 100 watt con 5 punti luce nel villaggio di Dousin (35 km a nord di Ougà).
Il pannello è stato sistemato sulla canonica del paese alimentando l’interno e l’esterno dell’ambiente (incontri di molti giovani per gruppi serali) ed inoltre và ad alimentare un’aula studio a 30 mt. con due lampade interne ed una esterna.

Un pannello da 100 watt con quattro punti luce installato nel villaggio di Tampuoin (nella brousse a 45 km a nord di Ougà).
Il pannello è stato sistemato su un grande ambiente che alimenta due stanze: una media adibita a ritrovo studio/lavoro, l’altra più grande ad incontri comunitari allargati per molti villaggi.

Pannelli donati da: BPER – Sintech Engineering srl – Fam. Ricci,S.Cesario
Ho svolto la mia attività di medico prevalentemente presso il dispensario di Donsin, dove ho trascorso 5 giornate, visitando circa 200 persone.
Una giornata è stata dedicata alle visite nell’orfanotrofio di Sissin.
Il dispensario è un luogo di “primo soccorso”, abitualmente gestito da un infermiere professionale, due infermieri generici ed un’ostetrica. In pratica questi infermieri agiscono in luogo del medico, che solo occasionalmente è presente al dispensario.

Uno di questi infermieri mi ha sempre assistita durante le visite, sia per compilare il Libretto Sanitario che ogni paziente porta con sé, dove vengono riportate le visite eseguite e le prescrizioni, sia per fare da interprete, in quanto la maggior parte dei pazienti non conosce il francese, rendendo necessaria la traduzione dal morè.
Al termine della visita, al paziente viene rilasciata una “ricetta” con la prescrizione del farmaco, che potrà ritirare alla farmacia del dispensario, oppure, laddove necessario, viene consigliato un approfondimento diagnostico o una visita specialistica.
In altri casi ancora, viene consigliato un regime alimentare e/o norme igieniche.
I casi più frequenti sono quelli di patologie di tipo infettivo: tosse, febbre, diarrea persistente, otite. Nei bambini è frequente la parassitosi intestinale.

La malaria è endemica, per cui ogni paziente con febbre verrà sottoposto gratuitamente a quello che chiamano “Protocollo Paludismo” per fare diagnosi ed avviare la terapia. Ma non mancano gastriti e coliti correlate con il consumo di bevande alcoliche “artigianali”, il fumo ed il masticare la cola, attività particolarmente diffuse tra le pazienti di sesso femminile.
Dicono che serve a distrarsi dalla realtà.
I pazienti di età avanzata lamentano spesso dolori articolari sia a carico della colonna vertebrale sia a livello delle spalle e delle ginocchia. Altri ancora fingono patologie inesistenti, con il solo fine di portare a casa una qualsiasi medicina, da tenere da parte per qualsiasi evenienza o magari da vendere. Ci sono bambini miopi ed adulti presbiti. Molte congiuntiviti favorite da vento e polvere.

E infine ci sono i casi incurabili, i bambini malformati, i gravi ustionati, coloro che hanno perso un arto, i ritardati, gli epilettici. Costoro, già in possesso di una diagnosi, vengono dal “dottore bianco” sperando possa somministrare un pillola magica, possa fare un miracolo. Ma si accontentano anche di essere ascoltati, considerati e di ricevere qualche parola di conforto ed incoraggiamento e magari una caramella.
S.T.
(Realizzati con la collaborazione dei clown della Fondazione Aldo Garavaglia Dottor Sorriso Onlus – Mi)
26 dicembre 2011 - organizzazione e preparazione interventi.
27 dicembre 2011 – 8 gennaio 2012:
• intervento per orfanotrofio di Sissin
• intervento per comunità di Donsin
• intervento per reparto di pediatria e corsie ospedale di Nanorò

• interventi orfanotrofio di Loumbilà
• intervento al 4° Watinoma festival
• intervento mercato di Pouytenga

• intervento al cren “M. Kolbe” di Sabou
• intervento all’orfanotrofio di Guilongou
• intervento per orfani di Tenghin Dassouri

• intervento villaggio di Bassèn-Poessim
• intervento scuola e pediatria del centro medico S. Camillo di Koupela
• “laboratorio quotidiano di teatro-clown” con gli orfani di Sissin e messa in scena finale di teatro di strada da parte di tutti gli orfani coinvolti (età 6-12 anni)

• Alessio M. e Giovanna G., clown professionisti.
Impresa femminile per la produzione del karitè

Costituzione e finanziamento della A.F.D.G. Association Feminine Delwende de Gonsin per la produzione del burro e sapone di karitè.
Nella missione in dicembre 2010- gennaio 2011 dopo verifica dei territori meno assistiti, abbiamo incontrato nel villaggio di Gonsin alcune decine di donne interessate alla produzione, in associazione, del burro di karitè e proposto loro di assisterle e finanziarle nella costituzione di una cooperativa di produzione, proposta accolta con grande entusiasmo!
Contemporaneamente abbiamo contattato ed incontrato in Burkina, associazioni specializzate nella formazione e assistenza di piccole imprese per la trasformazione e produzione del karitè, individuando la ONG BND, coordinata in luogo da Alimatà Zampaligre, che seguirà per un anno la nuova associazione.

In breve:
il 25 febbraio 2011 è stata ufficialmente costituita la Associazione A.F.D.G. Associazione Femminile Delwende di Gonsin, sul territorio di S.Augustin de Bissighin; l’associazione è formata da 15 donne, socie/lavoratrici (dei villaggi di Sanon, Lao, Meko e Gonsin) e da altre 30 donne in affiancamento (per ora) per la raccolta delle noci di karitè;
l’art. 8, dello statuto indica così gli obiettivi:
Article 8 : objectifs
L’A.F.D.G se fixe les objectifs suivantas;
- Promouvoir l aproduction du beurre de karate
- Entreprendre des actions de renforcement des capacités producteurs, transformateurs, commercants, consommateurs etc. afin qu’ils arrivant à defender les aspirations légitimes de tous les acteurs et leursorganisations dans la filière production beurre de karate.
- Soutenir les acteurs afin qu’ils deviennent des interlocuteurs actifs dans la definition de politiques agricoles cohérentes et bénéfiques pour le développement économique de la province.
- Travailler avec les acteurs de la filière karate
* au reforcement de leurs capacités et de leur autonomie d’action,
* à l’échange d’expériences et à la reflexion commune pour une plus grande
Valorisation des produits karate;
* à l’amélioration de leur situation sociale, économique et citoyenne;
* à la construction d’une reforestation durable;
* à la promotion de la consummation de produits locaux de qualité tant à
l’interierur qu’à l’extérieur du Pays.
L’associazione Delwende è già attiva per poter essere operativa col prossimo raccolto di maggio/giugno delle noci, ed iniziare la trasformazione in crema di karité a ottobre/novembre 2011.

E' stata terminata - con l'aiuto delle donne socie AFDG - la costruzione del magazzino/laboratorio per lo stoccaggio delle noci via via raccolte (temono molto l’umidita’) ed è iniziata la formazione delle donne stesse per la gestione amministrativa e la produzione del miglior prodotto.

Le socie della cooperativa approntano l'olio di karitè che, raffraddato, sarà inserito in stampi per la solidificazione del sapone di karitè.
La docente Alimatà e socie della cooperativa con la prima produzione di sapone di karitè.
Le 15 socie della coopertiva davanti alla loro prima produzione di sapone di karitè ai vari profumi.

Le 15 donne che un anno fa abbiamo sostenuto per costituirsi in cooperativa di produzione e lavoro per la raccolta e trasformazione semi di karite’, stanno appieno utilizzando la struttura che ad oggi, gennaio 2012, dopo il primo raccolto annuale di giugno 2011 ha prodotto oltre 10 quintali di sapone di karite’ in due diverse tipologie che, venduto sul mercato locale, stà consentendo loro un margine di guadagno personale e la restituzione dopo un anno (anziché due) del microcredito che avevamo ad esse prestato.
Il progetto iniziale può ora considerarsi realizzato (7gennaio 2012).

(Offerto da Carla Lamotte)





