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Un fiume di biciclette in movimento!

In Burkina ti colpisce, ma non lo noti subito.
Raro trovare una bicicletta ferma e se lo è ha bucato una gomma ed i riparatori li riconosci perché stanno accovacciati su una camera d’aria con a fianco uno sgangherato secchio d’acqua sporca ed una pompa ….la loro officina.
Le biciclette poi, sono il riassunto di tutte le marche, non un pezzo uguale all’altro: due gomme diverse per larghezza e fattura, due cerchi diversi, due pedali diversi, persino le due leve dei freni spesso sono diverse per tipo e lunghezza. Poi, dietro, tutte hanno una “graticola” portapacchi non vuota, o c’è sopra della mercanzia o c’è una seconda persona: il trasportato.
E vanno! Vanno tutti con grande serietà.
Burkina il terzultimo paese più povero tra i 175 Stati del Mondo.

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Ancora una cosa colpisce, le donne cicliste vestite con dignità e una certa grazia, gli abiti sono sempre colorati e, se larghi, svolazzano un po’ come bandiere. Spesso le trovi sulla gran pista della brousse, il deserto di terra rossa ed arbusti, a capo scoperto o protetto da turbanti di cotone sotto il sole, ad ogni ora con pacchi sul seggiolino, o taniche d’acqua ai lati o qualche “mazzo di polli” vivi appesi a testaingiu’ dietro, per la vendita; per un po’ sulla pista poi si infilano di lato in mezzo al nulla…verso chissàdove.
Di nuovo incontro un riparatore di gomme, piegato su una camera d’aria di colori diversi: sono le innumerevoli “pezze” che hanno riparato le tante forature.
Nel grande mercato di Goròm Goròm m’imbatto - tra un venditore di tessuti ed un cuoco on the road di carne arrosto (una rete metallica da letto a maglie larghe con sopra frattaglie di ogni tipo..e sotto carbone di legna) - in un assemblatore di bici, intento a fare una bici da corsa. Che sia da corsa lo si capisce dal manubrio e dal portaborraccia (con dentro una bottiglia vuota di..cocacola) per il resto è un tripudio di novità: se Andy Warhol si fosse presentato con un tale manufatto, sarebbe ora esposto in un museo di New York.

 

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Un giovane aiutante gonfia (come salsicce) camere d’aria e le infila in una canna, al sole, in bella vista e così resteranno fino a sera in attesa di qualche compratore. Girato l’angolo della sua modesta officina ecco una rastrelliera di biciclette nuove fiammanti, azzurre e argento sono dieci robuste bici cinesi e attorno molti bambini che le guardano come noi forse guarderemmo una Ferrari da corsa.

Una domanda ogni tanto mi sento fare: “mais vous avez un vélo?”

 

G.V.

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