Repetita, iuvant...?
Eravamo a portare il nostro piccolo aiuto in Burkina, proprio quando tra dicembre 2018 e gennaio 2019, lì è successo di tutto, in negativo: sequestri, uccisioni, intimidazioni, faide locali e, mentre scriviamo, pare che in un giorno solo vi siano stati quasi duecento ammazzamenti di “cattivi” – giustizia è fatta! (Sarà vero?)
Intanto che nel nostro belpaese mai, dico mai prima d’ora, si è parlato tanto di questo Stato con 19 milioni di giovani abitanti, grande un terzo dell’Italia.
Il focus sul Burkina, ci riferivano, è stato totale: si è scoperto che il paese è ricco di oro (ricchezza inversamente proporzionale allo stato in cui “vive” il 99% della popolazione), si è scoperto che i bimbi vengono usati per entrare nelle strette gallerie sotterranee a cercare oro, strette perchè non crollino, essendo prive di impalcature e solo i bimbi possono entrarvi perché minuti e ... affamati! Mai incontrato in 10 anni colà un bimbo obeso anche solo leggermente, mai. (cfr. un nostro Diario del 2011 “Briciole di Oro”).
Ma lo sapevan tutti da anni. Uscito solo ora perché? E ADESSO che la notizia è nazionalmente e internazionalmente risaputa si farà qualcosa per evitare queste morti “educative” e fisiche ?...(Nei tre mesi in cui si rovesciano bombe di acqua sul Burkina – agosto, settembre e ottobre – tali gallerie, profonde anche 60 metri, si riempiono d’acqua e molti bimbi restano là sotto ... per sempre!! E allora?
Ricordiamo poi che per estrarre l’oro in quantità e con metodi industriali servono arsenico e mercurio, minerali che una volta utilizzati, vengono “rilasciati” nelle già poche e povere falde acquifere avvelenandole. Aggiungiamo che il Burkina è ricco anche di uranio e di terre rare, per di più mi riferiva un sacerdote incontrato per caso ad un distributore di gasolio, avrebbero già trovato giacimenti di petrolio, il ché continuava lui: “sarebbe veramente un altro disastro per il nostro paese ed il suo popolo”!
Quel che non ho percepito però, è stata la preoccupazione della povera gente che, probabilmente già stremata da tempo, continua a vivere stremata e senza agitarsi, non ne ha l’energia, non ne ha gran consapevolezza (il livello culturale sta crescendo ma lentamente e a macchia di leopardo) ed è già talmente faticoso guadagnarsi da vivere, che se si perde tempo dietro le notizie (quando le divulgano) poi non si mangia.
Insomma i più spaventati ed allarmati (tranne i direttamente coinvolti) mi pare fossero quelli fuori dal Burkina e davanti alla TV e noi laggiù venivamo un po’ informati da voi in Italia, per sentirsi anche dire: “ma che ci andate a fare?”, “ma siete incoscienti”, “ma state nel vostro paese che c’è tanto da fare”, “ve la siete cercata” e via di ‘sto passo...
Potremmo andare avanti con lamentazioni e cantilene: di fatto, chi vuole.... venga e faccia, chi non vuole, si lamenti e imprechi! (Comunque il cielo notturno e la luna in Burkina sono magnifici, “molto magnifici”... come tanta povera gente).
W.V.
Il gran teatro
Il Burkina è diventato un gran teatro, la situazione è grave ma non seria.
Abbiamo dovuto fermarci con la jeep a lato strada per lasciar passare nove pullman di color bianco (ma credo di averne perso qualcuno, al conteggio) con vetri oscurati, che correvan come matti provenienti dalle miniere di oro di Yalgo, scortati davanti e dietro e con due soldati dentro ogni pullman carichi di minatori che avevan terminato il turno dei 15 giorni, per contro gli stessi bus alcune ore prima erano passati con i nuovi turnisti per il cambio, in direzione opposta.
Poi ogni tanto a gran velocità passavano camionette e pick up moderni con due alla guida e quattro o sei Rambo, di spalle tra loro, a 2 od a 3 che guardavano di lato sull’aperto cassone, vestiti di grigio antracite, immobili, come di marmo, occhialoni scuri da sciatore, passamontagna e casco, non burkinabè troppo ben armati, ciascuno stringeva tra mani e gambe un fucile, no, qualcosa di molto più complesso, tipo direi uno “sparatutto quel che si può sparare”, non potevan essere i poveri gendarmi burkinabé che hanno dei Kala da aver paura per chi li usa.
I villici lungo le strade osservavano questo va e vieni come a teatro. Le capre e gli asini attraversando la strada hanno imparato ad essere rapidi (uno zebù l’ho visto fatto secco da una jeep... poveretto era troppo lento).
Poi quando fa scuro, ho visto autobotti cariche di mercurio (che a contatto con le particelle di oro di miniera crea una amalgama che rende molto più facile il recupero del prezioso metallo), poco importa che poi l’acqua usata per ripulire, torni nelle povere falde, avvelenandole.
E’ tutto un correre a estrarre l’oro ed a proteggerne le miniere e anche quelle di uranio, tanto uranio al nord al confine con il Mali per chi in Europa ha ancora molte centrali nucleari per la produzione di energia elettrica.
Ah, l’energia elettrica!! Al rientro nel Belpaese vedo la bolletta dell’Enel e son felice quanto è di costo basso ed ho fatto tante cose (in Burkina la bolletta più salata, per chi non usa le candele... è quella dell’energia elettrica): mi è servita per leggere, per far funzionare gli elettrodomestici, il computer, i 2 cellulari, l’iPad, poi batterie, treni, metrò, illuminare strade di notte come di giorno! Bello! Indispensabile!
Però poi mi accorgo che il carburante è salito di 10 centesimi e mi arrabbio “Deve costare di meno il petrolio”... impreco. Ripenso al Burkina, allorché mi fermo al distributore e ricordo che il gasolio costa come in Italia e mi chiedo: “Come fa un muratore burkinabé che guadagna 2 euro al giorno (quando trova lavoro)” e mi impunto: “Perché non lo pagano di più per vivere meglio?”.
“Guarda”, mi dice un tale, “che se non proteggiamo e controlliamo le miniere di uranio, ma le lasciamo in mano a loro ... vedrai come ti cresce la bolletta della corrente” e ancora: “... se non estraiamo l’oro con il mercurio, vedi.... i cellulari, i computer e tutta la nuova tecnologia che ti piace tanto e utilizza parti in oro, cosa ti costerebbe?! E poi se non estraiamo il petrolio, facendo noi il prezzo, altroché 1,529 euro al litro la benzina! ... andresti a piedi o al massimo in bicicletta come i burkinabé! E voi delle Onlus che venite a dare una mano, smettetela di guardarvi attorno e stracciarvi le vesti per queste ingiustizie di cui poi in Europa beneficiate senza battere ciglio e smettetela di scriverci su, che poi vi fanno comodo.
Ah no? Continuate ??..... Allora vediamo di spaventarvi un po’”: così anche in questo Burkina, paese tranquillo fino a 2 anni fa rispetto alla gran parte dell’Africa, cominciano con i sequestri a Nord (ma qui si sapeva già) a Ovest..... Bobo Diulasso, “la quieta, la bella”, a Est la zona di Dorì e da poche settimane quello che era il confine più sicuro, con il Togo, pieno Sud, dove hanno alzato la voce uccidendo un anziano missionario spagnolo e 4 guardie di frontiera: e questa volta i volontari sono in gran parte rientrati precipitosamente e chi aveva programmato di scendere in Burkina ha disdettato la partenza, perché ora, tutto il Burkina è segnalato dalle autorità come pericoloso, zona rossa.
E’ una commedia spesso tragica purtroppo, ma è una commedia, che anche noi abbiamo innescato e ne alimentiamo il copione con i bisogni a cui non vogliamo rinunciare, soprattutto dopo che anche in questo pezzo di Africa è stato scoperto un sottosuolo appetitoso e ricco di tanti minerali necessari alla nostra evoluzione, così che imprechiamo di giorno ma dormiamo di notte al caldo e sazi dopo una buona cena.
Vuoi vedere che dietro le quinte, tra i sostenitori di questo teatro, scopro anche il mio gemello?!
I.P.





