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12/2013 Consegna medicinali

medicinali12-201312/2013 Consegna medicinali

Abbiamo donato, nel mese di dicembre, medicinali " salvavita" e di primo soccorso all'ambulatorio medico dell'An.Onlus ff.mm. di Bologna, che assiste indigenti e " gente di strada".

11/2013 Donazione medicinali

donazione-medicinali-11-201311/2013 Consegna di medicinali

Abbiamo donato nel mese di novembre, medicinali di prima necessita' e di generi diversi,ad alcune ONLUS di provincie emiliane che operano nel settore della assistenza e recupero da tossicodipendenze ed alla Confraternita Misericordia di Bo che assiste persone emarginate e indigenti

 

08/2013 Inviato 4 postazioni P.C. in Kinshasa

08/2013 Inviato 4 postazioni P.C. in Kinshasa (R.D.d.C.)
Abbiamo donato 4 postazioni di personal computer, complete, per la scuola della missione di A.& L., in zona Masina, uno dei quartieri periferici piu' poveri della citta' di Kinshasa.

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07/2013 Consegna materiale sanitario

07/2013 Consegna materiale sanitario

Abbiamo donato nel mese di luglio, materiale sanitario e materiale ortopedico alla Confraternita della Misericordia di Bologna, che  opera nel  settore della asistenza agli emarginati ed indigenti.

Ringraziamo il Banco Farmaceutico per la collaborazione fattiva.

07/2013 Centro Biomedico L.C. in Kinshasa

07/2013 Centro Biomedico L.C. in Kinshasa (Rep. Dem. del Congo)

Abbiamo inviato un sostegno finanziario al nascente Centro Biomedico Lo.Co. di Kinshasa, per l'acquisto di uno strumento di laboratorio per gli esami ematochimici.
Il Centro, terminato nelle parti murarie, e' ora in via di allestimento nelle strutture operative e sanitarie.
La struttura medica e' diretta da un giovane medico congolese che ha studiato in Italia.

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(contributo di C. Lamotte)

06/2013 Consegna di medicinali

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06/2013 Consegna di medicinali

Abbiamo donato nel mese di giugno, medicinali e materiale ortopedico/sanitario alla Confraternita della Misericordia di Bologna che opera, tra l'altro, nel settore della assistenza immediata agli emarginati e indigenti.
Ringraziamo per la fattiva collaborazion il Banco Farmaceutico.

 

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05/2013 Educazione Sanitaria

05/2013 Progetto di educazione sanitaria

Abbiamo sostenuto, nel corso del mese di maggio, la realizzazione di un corso di educazione sanitaria e informazione di base a favore degli studenti e docenti del collegio di Bantogodo', nella brousse a 42km ovest di Ouagadougou.

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05/2013 Consegna di 2 postazioni PC

05/2013 Consegna di due postazioni complete PC

Il 24 maggio abbiamo donato 2 postazioni personal computer al centro medcale di S.C. di Koupela.

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06/2013 Installazione di pannelli fotovoltaici

05/2013 Installazione di 4 pannelli fotovoltaici:

due sul tetto di lamiera della struttura/chiesa/luogo di formazione anche scolastica di Sourgoubila',

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due sull'ambiente/cenobio di Sourgoubila'.

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(pannelli offerti dall' "Istituto Comprensivo Alfieri-L d Rovere")

05/2013 Installazione di pannelli fotovoltaici

05/2013 Installazione di 2 pannelli fotovoltaici

Due pannelli da 60 watt ciascuno (di fabbricazione italiana-Eni power) e impianto completo, serventi 4 punti luce e un collegamento PC, sono stati installati presso Sr. R.Ka. (associazione assistenza malattie mentali) del comprensorio periferico di Ouagadougou.
L'installazione della intera struttura l'abbiamo affidata a manodopera locale.

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(installazione offerta da C.L.)

04/2013 Educazione Sanitaria

04/2013 Progetto di educazione sanitaria aprile.

Sono stati realizzati corsi di informazione ed educazione sanitaria:
• nel quartiere di Yagma S.te Marie, periferia di Ouaga, a favore di oltre 100 persone tra giovani e adulti;

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• nel liceo di Sourgoubilà (brousse a occidente della capitale) a favore di oltre 200 studenti e 15 insegnanti.

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I corsi sono stati svolti nel corso del mese di aprile vertendo su:

  • norme igienico sanitarie comportamentali;
  • prevenzione da infezione HIV/AIDS;
  • norme di prevenzione da malaria;
  • sostegno ai malati di AIDS.

La formazione é stata tenuta da personale specializzato del Centro Educativo/pedagogico di Bissighin.

05/2013 Formazione scuola infermiere in India

05/2013 Formazione scuola infermiere in India

Abbiamo sostenuto il costo annuale di formazione per l'anno scolastico 2012/2013, presso l'ospedale St.Mary's Polyclinic di Lucknow (Uttar Pradesch-Nord India) per 8 (otto) allieve-infermiere pediatriche non economicamente autosufficienti.

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(offerto da Bruno M. e Kaur J.F.)

01/2013 Laboratorio sociologico in orfanotrofio

01/2013 Laboratorio sociologico in orfanotrofio

Sono intervenuto come sociologo nell'orfanotrofio S.T.d.L. (62 minori da 1 a 17 anni) attivando giochi ed esercizi, a gruppi e collettivi, in sintesi, su:
• le emozioni colorate - obiettivo: richiamare in modo giocoso l'attenzione sulle emozioni;
• l'espressione delle emozioni - obiettivo: far riconoscere le proprie emozioni tipo;
• i sentimenti spinosi - obiettivo: centrare l'attenzione sulle emozioni, riconoscerle e acquisire la capacità di esprimerle anche verbalmente, dando loro legittimità e valore;
• l'urlo di guerra - obiettivo: facilitare l'espressione dell'aggressività, far prendere coscienza che un'emozione non è negativa in sé stessa, ma che può diventarlo nella misura in cui non sia riconosciuta e incanalata;
• le tribù – obiettivo: facilitare l'espressione dell'aggressività, sviluppare il senso di appartenenza;
• le triadi - obiettivo: accelerare il processo di socializzazione tra i partecipanti ed esercitare l'ascolto.

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Gli incontri collettivi avevano primariamente lo scopo di promuovere la condivisione e lo scambio di cose ed emozioni.
Quindi si è operato sull'ascolto guidato delle fonti sonore, naturali e artificiali e la riproduzione di suoni ambientali e quotidiani con la propria voce.

E.M.

03/2013 Installazione di pannelli fotovoltaici

03/2013  1 installazione di 2 pannelli fotovoltaici.

 

Due pannelli da 60 watt ciascuno (di fabbricazione italiana-Eni power )serventi 6 punti luce, sono stati installati nel villaggio di Sandogo (brousse a 40km ovest della Capitale, Ouaga').

L'installazione della intera struttura l'abbiamo affidata a manodopera locale.

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(installazione offerta da "Istituto Comprensivo Alfieri-L d Rovere")

 

01/2013 Interventi di Clownterapia

12/2012 - 01/2013 Interventi di Clown terapia

(realizzati con la collaborazione dei clown della Fondazione Onlus Aldo Garavaglia-Mi)

* 23/24 dicembre 012 organizzazone e preparazione interventi.
* 24/26 dicembre interventi presso Asp.S.M.G. di Tampouy

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* dal 27 dic '012 al 2 gennaio '013, laboratorio quotidiano "clown-teatrale" con gli
orfani (6-16 anni) della struttura S.T. di Loumbila
* intervento presso il villaggio di Sourgoubila'

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* intervento nella brousse di Zorgo'
* intervento al 5° Watinoma festival
* intervento davanti alla Cattedrale di Ouagadougou (06/2013) per circa 1000 giovani

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* intervento presso la comunita' di Donsin
* interventi all'orfanotrofio di Sissin

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* interventi per la comunita' scolastica di Sissin

 

Marco R.(in arte,Donc) e Giovanna G.(in arte,Pua') , Clown professionisti.

 

Diario dei due clown:

Portare il proprio clown in viaggio è sempre un' esperienza fantastica.
In viaggio ci si trova davanti ad una nuova lingua, a diversi usi e costumi, e più ci si allontana e più sono impensabili.
Questo è pane per un clown, significa spianare la strada per numerose gaff che diventeranno gag.
Portare il proprio clown e la propria missione in Africa è come elevare questa sensazione all'ennesima potenza.

L'Africa è la terra dello stare, del saper stare al mondo, senza voler essere retorici si percepisce davvero la nascita di tutti noi. Sia come persone che come clown.
La si scopre nel primo tramonto, nel primo sguardo e nel primo passo sulla terra, dove l'asfalto non ha ancora ostacolato la nostra natura.
Io credo che un clown debba saper sempre guardare, annusare e giocare come se fosse la prima volta, per rendere ogni giorno ed ogni momento speciale.

Donc e Puà nonostante le situazioni di grave poverà e di grave malattia che hanno trovato davanti ai loro occhi si sono sentiti sempre accolti da persone umili e semplici, per questo speciali. Persone che sono economicamente povere, ma umanamente ricchissime.
Per questo sentiamo il bisogno di dire grazie alla terra e alle persone che ci hanno ospitano. Facendoci in ogni momento capire l'importanza del nostro lavoro.

Abbiamo fatto spettacoli in ogni situazione, dalla campagna più sperduta al festival di danze tradizionali locali; dalla cattedrale di Ouagadougou (capitale del Burkina Faso) davanti a 1000 ragazzi, all'orfanotrofio di Loumbila', dove abbiam avuto l'onore di tenere una settimana di laboratorio a 54 bambini e ragazzi dai 6 ai 16 anni.

Che dire arrivederci Africa e a presto popolo Burkinabè!

Donc e Puà


02/2013 Centre Fihavanana (Madagascar)

02/2013  Centre Fihavanana (Madagascar)

 

Abbiamo inviato un sostegno economico,  per l'acquisto immediato di riso e farina di mais per i bambini assistiti dal "Centro" della periferia sud di Antananarivo, in quanto gli aiuti del PAM - Programma Alimentare Mondiale - sono stati sospesi per difficolta' finanziarie in quasi tutto il Madagascar.

(PAM-Programma Alimentare Mondiale- braccio operativo delle nazioni unite per gli aiuti alimentari)

Il Centro"offre prima accoglienza a orfani e senzatetto,mensa quotidiana aperta ai bisognosi, progetti di formazione e avviamento al lavoro.

 

Sr. Anamma ci scrive:

Cher SolidAid,

Merci pour votre généreux don pour le centre. Justement votre don arrive bien pour l'achat du riz et maïs pour les enfants. Car la ration avec PAM est suspendu pour prèsque tout le Madagascar à cause des difficultés financier que le PAM rencontre. Merci mille fois.

Union de prière et affction
Sr. Annamma

 

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01/2013 Orfanotrofio

Intervento prosso un orfanotrofio periferico di Ouagadougou 2012/2013

Partita con tante idee in testa e un pò di preoccupazione eccomi qui. Dopo i primi giorni passati a servizio in comunita'S.M.G. e nell'attesa dell'impegno previsto finalmente eccomi all'orfanatrofio di "Saint Therese d.L.", una bella struttura dove sono ospitati una sessantina di bambini e ragazzi di età da 1 a 17 anni.

Nei prossimi giorni starò con i bimbi molto piccoli, sotto i tre anni di età, e darò una mano dove serve e sarò compagna di giochi dei bimbi.
Non ci vuole molto a scoprire che se la cavano bene anche senza di me quanto ad autonomia e senso pratico; faccio quindi un po' di fatica ad inserirmi e a conquistarmi la fiducia dei bambini.

Ma basta prendere in braccio Bertrand per sciogliermi e ritrovare la naturalezza di mamma che ho quasi dimenticato. Ed ora, ora che sono a casa mia nel mio paese così diverso dal Burkina, cosa mi è rimasto? Cosa ho lasciato , cosa ho portato a casa?
E' sicuramente di più quello che ho ricevuto di quello che ho dato.

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Ho appreso che l'essere orfano e' piu' una condizione dello spirito che non una condizione sociale
(almeno io l'ho cosi' percepita qui), ho preso tanti sorrisi, tanti visi incuriositi, tanti momenti che rimarranno sempre nei miei ricordi...... i bimbi nascosti sotto il letto pronti a schizzar fuori per farsi rincorrere, i bimbi seri seri seduti intorno a Georgette in attesa dell'arancia o dei biscotti, il piccolo Bertrand che ha iniziato a camminare quando ero lì..... la piccola Giselle con i suoi piedini girati all'infuori, la piccola Samira tranto troppo seria, la responsabile e carismatica Pasqualine, che si faceva ubbidire a suon di sguardi, e poi Augustin....... il nostro "pecola", e Eva ballerina, e Medale piccolo e serio e Rosette e perchè no anche Adamà più grande ma tanto cara e Pascal e Dijou e tutti gli altri di cui non so i nomi. Addirittura in alcuni momenti avevo la sensazione che fossero loro a "guidare" me e non viceversa e con grande serieta'.

Piccole donne e uomini futuri di questa terra d'Africa che volevo aiutare ma che ha aiutato me. Mi ha aiutato e mi aiuta a ricordare che la maggior parte del mondo vive con molto, molto meno di quello che noi in questa parte del mondo abbiamo.
Non lo voglio dimenticare, voglio vedere il mondo anche con occhi diversi dai miei e spero che un giorno tutti i Bertrand, i Medale , i Giselle e tutti i bimbi del mondo possano essere felici di essere nati dove il destino li ha fatti nascere.
A.F.Z.

Intervento prosso un orfanotrofio periferico di Ouagadougou 2012/2013

01/2013 Container per il Burkina

CONTAINER di solidAid per il Burkina

E' dai primi di aprile 2012 che iniziamo a riempire un container di materiale utile per essere destinato ai progetti richiestici e pensati per il Burkina e così piano piano vengono stivati:
pannelli fotovoltaici, materiale biomedicale, personal computer, stampanti, alcuni quintali di carta per ambienti scolastici, scale pieghevoli per l'installazione dei pannelli su abitazioni e plessi educativi e di riunione, t-shirt per adulti.

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Dopo l'analisi di alcune strategie di spedizione del container, finalmente nell'ambito della missione di dicembre '12/gennaio '13 arriva alla dogana di Ouagà il container (un container o meglio il suo carico, è un vero "uovo di pasqua", il cui contenuto rischia di costare moltissimo e di sfuggire di mano numerose volte a chi l'ha curato e inviato), che sdoganiamo in un giorno grazie anche alla professionalità dei tecnici e amministrativi della dogana di Ouagà.

Il materiale contenuto è stato destinato gratuitamente a:
• Centro oftalmologico di Zorgho
• Centro missionario di Bissighin
• Centro medico camilliano di Koupela
• Orfanotrofio di Loumbilà
• Villaggio di Loumbilà
• Minatori di Bomborè
• Aspirat S.M.G. di Tampouy
• Villaggio di Sourgoubilà

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E con riguardo ai pannelli solari è stata effettuata la installazione diretta e differita di impianti fotovoltaici nella brousse a nord-ovest e a nord-est di Ouagadougou.

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01/2013 Occhiali per l'Africa

OCCHIALI PER L'AFRICA (gennaio 2013)

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Durante alcuni mesi del 2012, Solidaid ha ricevuto in dono, dopo apposita campagna informativa, varie centinaia di occhiali (800 tra occhiali da vista e da sole: l'intensa radiazione solare crea gravi problemi agli occhi.... disidratazione, cataratta precoce, danni alla retina.

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Gli occhiali sono stati donati a nostra volta a:
- Centro Oftalmologico di Zorgho (da vista);
- Dispensario di Donsin (da vista);
- Dispensario di Bissighin e Sourgoubilà (da vista e da sole);
- Farmacia di Tampouy (da vista);
- Minatori di Bomborè (da sole).

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Ringraziamo:
il Centro Ottico Anzola di Piero Cristoni, anche per avere graduato tutte le lenti degli occhiali da vista, l'Ottica Sacchetti (BO), Alice, Avis, Carla, Donata, Dottor Sorriso Onlus, Emanuele, Federica, Francesca, Giò, Giovanna, Giuseppe, Lorenza, Marco, Maria, Massimo, Michela, Ofelia, Paola, Piera, Raul, Rita, Vincenzina.

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01/2013 Pozzo per l'acqua potabile

Riattivazione di un pozzo per l'acqua potabile a ZAMBANGA'.
E' stato ristrutturato/ricostruito (con materiale più moderno e resistente: acciaio inossidabile e pompa a mano India Mark II) il pozzo del Villaggio di ZAMBANGA', 10 km a nord di Boulsà (200 km a nord est, dalla capitale).
Il pozzo in origine fu costruito nel 1988, ma da qualche anno era pieno di detriti, la pompa rotta e i tubi bucati e arrugginiti.

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Era fermo da tre anni per mancanza di fondi per la riattivazione, € 2.910.
Il pozzo profondo 60 metri è quasi al centro del villaggio e serve anche una scuola con 800 (ottocento) bambini.
La riserva di acqua è consistente.
Ora il capo villaggio, ha costituito un comitato per la gestione del pozzo di preziosa acqua potabile.

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L'inaugurazione del pozzo è avvenuta il 30 dicembre 2012 con danze delle donne al suono di tamburi.
Il capo villaggio ci ha poi ricevuto con la sua delegazione di anziani i cui ringraziamenti e saluti si sono protratti a lungo terminando con il dono di un kaftano di cotone e 10 (dieci) polli.

 

(pozzo offerto da Francesca Pace)

01/2013 Cercatori di oro di Bomborè

Cercatori di oro di Bomborè - condivisione di due giornate

Abbiamo consegnato occhiali da sole di marca e circa mille t-shirt ad altrettanti minatori/cercatori di oro della zona di Bomborè.

Il sole è quasi a picco su giovani, vecchi e soprattutto ragazzini, molti dei quali hanno gli occhi feriti dalla troppa luce, da schegge di roccia e dalla polvere.

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Tanti scavano per "padroni" che garantiscono loro cibo quotidiano e un minimo sulle briciole di oro che trovano; altri scavano per sé stessi con nulla di garantito. Dopo 10 ore di lavoro sotto terra, fino a 50 mt, in cunicoli larghi appena 60-70 cm, al buio schiarito solo da una torcia a mano, risalgono al sole forte come può esserlo a soli 12 gradi di longitudine sopra l'equatore e con gli occhi mai protetti nemmeno dalle schegge di roccia che schizzano fuori dai mortai di ferro mentre frantumano le rocce raccolte nella speranza di trovare polvere d'oro.

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Inoltre ogni anno, non pochi, restano soffocati là sotto, per il crollo della galleria alle loro spalle, ma di queste morti nessuno parla.

Condividiamo brevi discorsi, sorrisi e strette di mano ed il piacere, nostro, di poter donare occhiali che proteggano da sole e schegge di minerali, nonché magliette decenti allorché, una volta la settimana, rientrano per qualche ora al loro villaggio.

In questo luogo sono almeno 8/9 mila le persone che vivono così, su un territorio arbustivo e secco lungo 10 km.
"Siete i primi – dicono – che vengono qui a condividere un po' di giornata, portandoci qualcosa....".
Vorremmo fare di più, specie per i loro poveri occhi: alcuni li hanno semichiusi, altri con le palpebre appiccicate da muco giallastro, altri ancora hanno un occhio solo aperto; inducono una tristezza infinita.

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Ripenso ad alcuni giovani oculisti che ho incontrato per motivarli a scendere in Burkina, ma inutilmente.
La febbre dell'oro scoppiata nel 2011 e 2012, qui è tale (forse anche dettata dalla disperazione di una vita poverissima) che lungo la pista incontriamo donne che con una bacinella d'acqua ed una "graticola" a maglie strette, setacciano la polverosa terra rossa che si trovano attorno come se l'oro fosse ovunque. ..... e sotto un sole a 37 gradi già a gennaio, il loro inverno!

W.V.

01/2013 Attività presso l'Aspirat S.M.G. di Tampouy

Attività presso l'Aspirat S.M.G. di Tampouy (periferia nord-est di Ouagadougou)
dicembre 2012 – gennaio 2013

 

Servizio Mensa

Ogni giorno viene servito un pasto, a 200/300 bambini, pasto che, per molti di loro è l'unico della giornata. I bambini, tra 4 e 12 anni, arrivano da tutte le famiglie più povere della zona.
A turno è stato prestato il servizio mensa dai nostri volontari: Francesca, Rita, Lorenza, Avis, Maria, Fabio: distribuzione del cibo e riordino della sala e delle stoviglie.

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Lezioni di matematica

Lorenza, per alcuni giorni impartisce lezioni di matematica ad allievi con necessità di supporto, nella materia.

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Clowneria

I nostri clown Giovanna e Marco attivano una serie di spettacoli sia di attenzione che di coinvolgimento per e con i ragazzi che frequentano la mensa.

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Attività sportiva

Fabio organizza, per i ragazzi del dopo-mensa la preparazione atletica e la realizzazione di partite di calcio.

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Conferimenti

Abbiamo donato alla struttura
- 2 computer portatili;
- 1 stampante a colori "Epson";
- alcune decine di occhiali da vista (distribuiti dalla piccola farmacia);
- medicinali di vario genere e materiale biomedicale.

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01/2013 Progetto “SARTORIA” nella brousse

E’ maggio 2012 quando un giorno parlando di Solidaid con il suo Presidente, delle cose da fare e quelle di cui c’è più bisogno, viene fuori che a Sourgoubilà, 30 km nord-ovest di Ouaga’ in piena brousse (in una missione precedente) ha visto accatastate una serie di macchine da cucire, forse un po’ datate, e….ecco la prima domanda “ma tu sai cucire?” …si ho una età dove da bambina mi hanno insegnato e la mia mamma è sarta.

Mi piace l’idea e più ci penso e più mi piace, così come mi era piaciuto il progetto di una cooperativa di donne (in un villaggio vicino l’anno precedente) per la lavorazione del burro di karitè. Donne che con il loro lavoro avrebbero migliorato la vita della propria famiglia.

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Sono entusiasta di questa cosa e così vado a scuola a rinfrescare e migliorare la mia conoscenza di cucito così come provo a migliorare il mio francese…

Ed ecco dicembre è ora di andare, cosa so fare? …mi pare nulla! Arrivo a destino e l’impatto emotivo , dopo un primo incontro con alcune donne di qui è come essere a casa.

Dopo due giorni mi trasferisco al villaggio e qui trovo un edificio (da noi potrebbe essere un magazzino) con 10/12 macchine da cucire “vecchie” , una decina di ragazze e la loro insegnante Marie. Il mio francese non è dei migliori ma loro sono fantastiche e mi accolgono con un calore ed un affetto che non sentivo da tempo. La prima cosa è capire quante macchine sono funzionanti e se (con i materiali che mi sono portata) posso farle ripartire. Da qui in avanti le mie giornate sono in questo laboratorio con le ragazze e le visite, per i saluti giornalieri, del capo villaggio, degli uomini, delle donne della comunità e dei bambini.

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Dieci macchine funzionanti e le ragazze/ragazzi (ci sono anche due maschietti che vogliono imparare a cucire) sono circa 8/10 …non tutti i giorni ci sono le stesse persone , al mattino alcune delle ragazze vanno a scuola e vengono solo nel pomeriggio, hanno età diverse dai 10 ai 17/18 anni, una ha già un bambino che si porta legato alla schiena e che poi sistema su una stuoia in fondo alla “sartoria” intanto che impara il punto erba, a fare un orlo, un sottopunto, un fiore a punto pieno, a fare una cucitura a macchina e tagliare un pantaloncino e una giacchetta per il suo bambino. (..perchè non mi sono portata delle stoffe? …a loro manca tutto).

Con Marie, intanto che le ragazze di esercitano, guardiamo il libro che mi sono portata e le piace una giacca così le prendo le misure e facciamo il cartamodello e proviamo la sua giacca di carta (… la giacca rimane sulla carta perché non c’è la stoffa per farla io sono dispiaciuta ma Marie mi ringrazia mille volte).

Il tempo passa in fretta quando stai bene e ti senti a tuo agio, è ora di tornare a casa……

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Lascio a loro un regalo per aver diligentemente seguito tutto il corso di cucito e per la loro voglia di imparare e farne un mestiere per il loro futuro, un kit di strumenti per fare sartoria;….ma il regalo più grande l’ho avuto io per essere stata accolta come una donna del loro villaggio.

Mi porto a casa tutto questo e ….non so ancora come potrò fare, ma cercherò un modo, per far si che abbiamo il necessario per far partire la loro “sartoria” per avere un lavoro.

Mancano poche cose: …. aghi, filo, gessetti, forbici, metri ecc. sono cose che abbiamo portato ma basteranno per un breve lasso di tempo, a Marie piacerebbe una macchina più recente che, come dice lei, faccia piu’ cuciture (zigzag – ricami – asole) stoffe e modelli nuovi da proporre, loro hanno tutto il resto, la voglia di fare! Mi dice il Presidente che dopo questa esperienza positiva, fara’ il possibile per fare di questo gruppo di dodici donne una cooperativa di lavoro e vendita vera e propria, riconosciuta dallo Stato.

 

M.P.A.

(offerto da Carla Lamotte)

01/2013 Una farmacista in Burkina Faso

("It is always the unexpected that happens" - "Succede sempre quello che non ci si aspetta"). J. Conrad

 

Anche quest'anno ce l'ho fatta a partire, e per dodici giorni: sono riuscita a  farmi sostituire al lavoro ed avere il permesso di mia figlia! Appena arrivata ho dedicato una mattinata a suddividere i farmaci da consegnare a tre diversi "dispensari".

 

 Quando sono arrivata all'ospedale cui ero destinata,nella provincia di Koupela, ho piano piano scoperto il posto. Si tratta in realtà di un grande dispensario: gli unici ricoverati sono i bambini sottonutriti e malnutriti del CREN (Centre de readaption et de reeducation nutritionelle), i quali passano lì un mese con le loro mamme. Il resto della struttura,  è una sorta di day-hospital con farmacia. Le suore sono bravissime, la struttura è ben pulita, fornita ed organizzata. Le necessità principali mi sono sembrate attrezzature biomedicali ed aiuti economici e poi medici ed infermieri : le suore sono infermiere, ostetriche, tecniche di laboratorio, di medico ce n'è una sola.

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In quei giorni di festa mancava una delle due suore farmaciste dunque quella rimasta mi ha chiesto di sistemare il deposito della farmacia e fare l'inventario, approfittando della poca affluenza di clienti: nel periodo di Natale infatti il deposito che rifornisce le farmacie chiude.

 Anche l'anno scorso avevo sistemato un dispensario: questo è più pulito e ordinato, ma comunque ha richiesto tre giornate di lavoro. L'altro dispensario, cui ho dedicato la quarta ed ultima giornata di lavoro, era nelle stesse condizioni - sporcizia e farmaci in disordine - di quello dell'anno scorso in mezzo alla brousse (boscaglia) benché faccia parte di una struttura autorizzata.

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Dalle suore infermiere del day-hospital ho conosciuto un frate francescano secondo il quale i paesi dell'Africa come il Burkina dovrebbero prendere dall'Europa soltanto il buono e non anche il consumismo, l'uso eccessivo delle risorse e gli altri nostri difetti.  L'ordine e soprattutto la pulizia credo facciano parte del buono.

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Ritrovarmi inaspettatamente quattro giorni da sola con le suore, con la prospettiva di restarci almeno una settimana, è stato impegnativo: il lavoro in solitudine seguito da  ore di riposo, altrettanto solitarie, attraversare da sola la sera un lungo spiazzo buio per andare a dormire in una stanzetta  lontana dall'edificio dove alloggiano le religiose senza aver potuto condividere la fine della giornata con nessuno dei compagni di missione, per me è stato difficile.

 

Nella capitale invece ho alloggiato in una periferica missione religiosa burkinabè che ospita a pagamento gli stranieri e con il ricavato finanzia una mensa per bambini di famiglie povere i quali così hanno la sicurezza di un pasto quotidiano.

 Tutti i giorni a pranzo sfama circa duecento bambini che da quando hanno questa possibilità sono più sani e addirittura più bravi a scuola. Un paio di volte ho aiutato a distribuire il cibo: le immagini della mensa e i pensieri che hanno suscitato non fanno che ripresentarsi alla mia mente. Hanno lasciato un'impressione indelebile, trasformando la percezione della realtà cui sono tornata in Italia.

 I bambini porgevano i piatti perché glieli riempissimo, alcuni finché ce ne stava, al punto che cercavo di dargli la pasta più incollata cosicché ne avessero di più. Una nostra amica un giorno gli ha comprato la carne: la mangiano solo un paio di volte al mese, come permesso dalle magre finanze della missione. 

Penso che tutti noi e tutti i nostri figi dovremmo anche solo vederlo il pasto dei bambini di suor Sabine, anche solo per una volta.

 

Come tutte le esperienze anche questa ora che è finita e sono tornata in Italia si sta lentamente decantando: oltre le immagini dell'Africa povera resta la gratitudine per aver avuto ancora una volta la possibilità di guardarla dall'interno.

 

M.C.V.

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