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02-2011 C'è posta per me?

Febbraio 2011 - C'è posta per me?

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Al ritorno dal Burkina Faso avevo con me 57 letterine scritte e disegnate dai bambini di una classe della scuola di Guilongu ( poco a nord della capitale), prevalentemente orfani. Sulla busta un saluto : “A PRESTO!” che avevamo  insegnato loro senza pensarci  troppo , ma si è forse rivelato molto più sincero di quanto pensassi!
Qui in Italia, prima di partire per la missione, ero stata invitata dalla professoressa di religione (Elisabetta Malvicini) nella scuola media Dante Alighieri di Piacenza poichè, nell’ambito di un percorso sull’orientamento, voleva spiegassi il perché di questo mio impegno. Poi, sono stata invitata a  raccontare ciò che avevo visto e vissuto in questa esperienza ed ho così portato anche le 57 letterine dei bambini burkinabe, nella speranza che qualcuno dei ragazzi volesse rispondervi.
Le  speranze.. sono state  esaudite!
Ciò che avevo raccontato ha suscitato  emozioni, stupori  ed interesse che hanno esternato nei tanti  scritti poi consegnatimi a cui hanno scelto di dare il titolo: “Abbiamo incontrato  bambini del Burkina Faso!”
 
Pre-adolescenza ed adolescenza sono fasi fondamentali e delicate per la costruzione della propria identità, il cosiddetto “io”. E’ un periodo di scelte e riflessioni volte al raggiungimento della piena consapevolezza di sé, e  della propria autonomia. Aumenta il desiderio di conoscere, comprendersi ed immedesimarsi. Talvolta si è vittime di confusione ed insicurezza che attivano  una forte empatia e sensibilità nei confronti di chi ha altrettanto o più bisogno di aiuto.
E’ così che questo progetto ha toccato i ragazzi nel profondo, come dimostrano alcune delle loro parole che qui riporto:
 
“..Anche se io non sono lì con voi, sono vostra amica e vi penso sempre. E voi potete pensare che ci sono tante persone che vi vogliono bene, anche se non le potete vedere...Vi Voglio Bene. “
Xejn
 
“..Mi piacerebbe sapere che almeno per un momento Elise riesca a sorridere e sappia che, lontano oltre il suo orizzonte, c’è qualcuno che ha pensato a lei e che la vorrebbe spensierata e libera come dovrebbe essere la condizione di tutti i bambini del mondo.”
Vittoria
 
“ Ho deciso che userò la cartolina come segnalibro e ne comprerò una colorata da inviare ad un bambino per fargli sapere che, anche se lontanto da me, rimarrà sempre con me.”
Luca
 
“Gioia, allegria, serenità, tutte queste emozioni mi hanno colpito vedendo il dolce viso di quei bambini che non smettono di lottare pur sapendo quale sarà il loro destino. E’ sorprendente vedere felicità in persone che hanno meno di un quarto delle cose che abbiamo noi….Ho ricevuto una letterina di un bambino di nome Sebastien e mi reputo molto fortunata di poter messaggiare con lui che adesso aspetta ansioso la mia risposta.”
Teodora
 
 
“Basta poco per regalare a queste persone una vita più serena e più giusta: un po’ di generosità, ma soprattutto un po’ di amore, sono le cose principali di cui hanno bisogno!”
Laura
 
“Ho qua a fianco a me la lettera che ha scritto Komsimbo, un bambino del Burkina Faso; più lo guardo e più mi vengono in mente le immagini, le foto che ho visto a scuola, che ti portano ad uno stato di commozione indescrivibile…Io non ho incontrato questi bambini personalmente ma è come se lo avessi fatto…”
Anna
 
“In questo mondo viviamo noi e solo in poche occasioni pensiamo a quelli più sfortunati e questa per la mia classe è una di quelle occasioni e non voglio rimanere con le mani in mano a guardare ma voglio aiutare le persone che, a loro volta, aiutano le persone più bisognose.”
Marco
 
“On naviguera avec une lumière pendue à notre coeur et dans des eaux les plus profondes puor venir vous voir. On se verra un jour petits enfants!”
Elena, Marco, Gabriel
 
“Tu nous as rendus heureux pour ta carte et tes dessins. Dans notre cour une douce fraîcheur échaté. Même si nous n’ avons pas la possibilité de vous entendre, nous vous pensons souvent. Nous voudrion venir au Burkina Faso pour vous connaître….on vous embrasse touts très fort.”

Michael, Umberto, Valeria
 
“Je suis prache de tu… plus que tu ne le pensez.”

Elisa
 
“Sì, è vero: abbiamo incontrato i bambini del Burkina Faso!
Io però specificherei che sono stati loro a incontrare me e , in particolare il mio cuore.
Questi bambini noi li abbiamo conosciuti semplicemente dalla spiegazione di Stefania e da ciò che, nelle foto, hanno raccontato di sé, ma credo comunque che questa “amicizia a distanza” stia diventando sempre più vera e forte. In particolare credo che a rendere questa amicizia più speciale siano state le loro letterine dove pur non essendoci parole, il disegno spiegava tutto: dalla loro felicità, alla loro gratitudine verso di noi per i giochi che abbiamo donato loro…Vorrei che questa amicizia durasse a lungo e che ci accompagnasse per tutta la durata della terza, perché se ci riteniamo sfortunati ad avere qualcosa in meno degli altri, possiamo prendere in mano la letterina dei bambini del Burkina Faso e renderci conto che, da un’altra parte del mondo,c’è gente che non ha nulla, che non pretende nulla in più degli altri, ma che con un abbraccio diventerrebe la persona più felice del mondo.”

Giorgia
 
Mi occuperò di spedire tutte le letterine all’orfanotrofio che dà sede alla scuola e sono sicura che la corrispondenza avrà un seguito…se dipendesse solo dai bambini sicuramente l’avrebbe!
Quando sono andata all’orfanotrofio di Guilongu ed ho visto  quei piccoli, a volte piccolissimi, giocare da soli, spingersi l’altalena tra di loro, consolarsi a vicenda se cadevano dallo scivolo e si facevano male, ho pensato: “ non hanno nessuno al mondo”. Una letterina non è l’abbraccio di una madre ma è forse la prima personale dimostrazione d’affetto che riceveranno: qualcuno, dall’altra parte del mondo, scrive e vuole bene proprio a loro!
Vorrei tanto vedere i loro sorrisi!
 
Ringrazio per aver permesso la realizzazione di questo progetto il dirigente scolastico Prof. Luigi Paraboschi e le Professoresse Malvicini, Bertoncini, Amadei e,ovviamente, tutti i ragazzi delle classi 3D, 3F e 1E.

Stefania C.

 

Leggi anche l'articolo C'è posta per me - agosto 2012 con l'aggiornamento sulla situazione del progetto.

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